Densitometria

Densitometria esame DXA, Dual-energy X-ray Absorptiometry

dxaL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica la DXA (dual-energy x-ray absorptiometry) come esame diagnostico di elezione per la valutazione della condizione osteoporotica di un soggetto adulto.

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Che informazioni offre l’esame DXA?

L’indagine permette di verificare la densità minerale ossea di un individuo sulla base di un confronto con i valori medi di soggetti adulti sani dello stesso sesso (cosiddetto ‘picco di massa ossea’) Tale unità di misura di base è definita T-Score. Secondo le indicazioni dell’OMS il rischio di frattura aumenta in maniera sensibile con valori di T-Score inferiori a -2,5. L’esame DXA può analizzare virtualmente ogni segmento scheletrico. I siti più frequentemente misurati sono la colonna lombare, il femore prossimale, il radio prossimale e distale ed il calcagno. Va ricordato che si tratta solo di una diagnosi densitometrica, che può tradursi in diagnosi clinica solo dopo una valutazione complessiva di diagnostica differenziale.

Osteoporosi

grafico1L’osteoporosi è una condizione caratterizzata dalla progressiva diminuzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo: questo fenomeno porta ad una maggiore fragilità ossea e al conseguente aumento del rischio di fratture, che si verificano soprattutto nelle zone del polso, delle vertebre e del femore prossimale. Fragilità ossea nelle donneIl 50% delle persone affette dalla malattia osteoporotica non sono a conoscenza del problema, mentre la metà di coloro che pensano di essere affette da osteoporosi in realtà non lo sono.

Lo studio ESOPO (Epidemiological Study on the Prevalence of Osteoporosis), pubblicato nel 2006, che rappresenta la prima indagine epidemiologica estesa a tutto il territorio nazionale, ha messo in evidenza che, superata la soglia dei 40 anni, le donne italiane affette da osteoporosi sono 23 su 100. Dopo i 70 anni, comunque, quasi la metà delle donne (circa il 45,7%) si trova a fare i conti con questa malattia.
L’indagine densitometrica consente oggi di misurare in modo abbastanza accurato e preciso la massa ossea, che, da sola, giustifica circa il 60-80% della resistenza meccanica dell’osso e rimane il miglior predittore del rischio di fratture osteoporotiche. L’esame DXA utilizza raggi X con una dose di radiazione talmente ridotta da rendere giustificabile la ripetizione dell’indagine nel tempo.

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