Mammografia

mammografia ecografia 1La mammella è un organo che svolge tre nobili funzioni: estetica, sessuale e materna. È costituita da tessuto ghiandolare, adiposo (“grasso”) e fibroso. Quest’ultimo fa da impalcatura alla ghiandola, ricca di vasi sanguigni, linfaticie nervi. La ghiandola mammaria così costituita è rivestita esternamente dalla cute, sostenuta posteriormente dal muscolo pettorale.

Il latte materno viene prodotto nella mammella a livello di piccole strutture ghiandolari chiamate lobuli e trasportato al capezzolo attraverso i dotti mammari. Lo sviluppo e i cambiamenti della ghiandola mammaria avvengono principalmente a seguito dello stimolo degli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, a seconda della fase ormonale e dell’età della donna.

Generalmente la componente ghiandolare è molto rappresentata nelle donne giovani e in pre-menopausa; al contrario in post-menopausa e con l’avanzare dell’età, il tessuto adiposo della mammella tende ad aumentare. Questo fa sìche la mammografia nelle giovani donne, e più in generale nelle donne con seno denso, sia più difficile da interpretare, rendendo così necessaria l’integrazione con l’ecografia mammaria e/o la risonanza magnetica. Anche nella mammella maschile è presente una minima componente di tessuto ghiandolare che, raramente, può essere sede di tumore (1% rispetto alle donne).

Fattori di rischio non modificabili

Età: la probabilità di ammalarsi di un tumore al seno aumenta con l’aumentare del-l’età della donna, sebbene la maggior parte dei tumori al seno (circa il 60%) colpisca le donne di età inferiore ai 55 anni.

Storia riproduttiva della donna: prolungata esposizione agli estrogeni e proge-sterone, quale si registra nel menarca precoce (prima degli 11 anni) o nella meno-pausa tardiva (oltre i 55 anni); nulliparità (nessuna gravidanza) o prima gravidanza oltre i 35 anni; non allattamento dei figli.

Familiarità: presenza nella famiglia di componenti (madre, sorella, zia, nonna etc.) con tumore al seno e/o ovaio.

Predisposizione genetica: alterazione dei geni BRCA1 e BRCA2*, responsabile del 10% di tutti i carcinomi mammari, anche in giovane età.

Patologie predisponenti: tumore all’altro seno, all’utero (endometrio) o all’ovaio, lesioni preneoplastiche della mammella, precedente radioterapia della parete toracica(es. linfomi in età giovanile).

*Il test per sapere se si è portatori di queste alterazioni genetiche è consigliabile esclusivamente dopo opportuno counseling genetico in centri specializzati, “dedicati” alla senologia.

Il tumore della mammella è asintomatico

Molte donne sanno che un tumore al seno può manifestarsi anche in assenzadi specifici fattori di rischio, per cause che ancora non si conoscono. Ecco l’importanza della diagnosi precoce, prestando anche attenzione alle eventuali modificazioni presentate dalla mammella, partecipando ai programmi di screening mammografico e sottoponendosi a periodici controlli clinico-strumentali.

mammografia ecografiaQuali sono i segni che devono indurre a visita medica?

Purtroppo ancora oggi, molte donne, inadeguatamente informate sui vantaggi derivanti dalla diagnosi precoce in assenza di sintomi, non si sottopongono a controlli di tipo preventivo e scoprono, spesso con le proprie mani, la presenza di un nodulo. Per questo motivo è necessario che le donne conoscano anche segni esintomi con i quali un tumore della mammella può presentarsi. Nella maggior parte dei casi il tumore mammario si manifesta come un nodulo, variabilmente duro alla palpazione.

L’autopalpazione è il controllo che la stessa donna dovrebbe eseguire ogni mese. Esso consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse.

In particolare fare attenzione se:

  • La cute della mammella o dell’areola sembra alterata, arrossata, ispessita o retratta.
  • Il capezzolo appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recentecomparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o dellecrosticine.
  • Comparsa spontanea di secrezioni dal capezzolo, soprattutto se sierosa o ematica.
  • Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare noti la comparsa di una tumefazione.
  • La mammella ti sembra arrossata ed aumentata di volume.

Principali metodi di screening e di controllo

Mammografia

È la tecnica più idonea e valida nel diagnosticare, con una metodologia piuttostosemplice, la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, primaancora che siano palpabili. Per questo motivo la mammografia è attualmentel’unica tecnica che possa essere utilizzata come test di base in un programma di screening e alla quale non si deve mai rinunciare nel caso di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna. Il rischio di sviluppare un tumore indottodalle radiazioni provocate dalla mammografia è solo ipotetico.

Ecografia

Nonostante la rivoluzione dell’imaging ed il rapido evolversi della tecnologia, l’ecografia non deve essere utilizzata come unico test per la diagnosi precocedei tumori della mammella non palpabili. Peraltro essa offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, salvo casi particolari (es. giovane età) è consigliabile che l’ecografia sia utilizzata soprattutto in associazione alla mammografia, ed eventualmente, per casi particolari, alla risonanza magnetica.

Mammografia o ecografia mammaria?

La mammografia è l’esame di elezione per la ricerca dei tumori al seno soprattuttonelle donne al di sopra dei 40 anni. Rappresenta l’indagine ottimale per individuare la presenza di microcalcificazioni, che talora possono essere espressione di lesioni tumorali o pre-neoplastiche.

L’uso della tecnica digitale è oggi preferibile a quella tradizionale perché la qualità dell’immagine è migliore e l’impiego di raggi X ulteriormente ridotto. La mammografia, tuttavia, può avere dei limiti diagnostici per la densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne e più in generale in età fertile. In questi casi lo studio viene completato con l’esecuzione di un’ecografia mammaria e, a volte, di una risonanzamagnetica.

L’ecografia rappresenta l’esame più utile per distinguere un nodulo solido da una cistia contenuto fluido e consente una migliore caratterizzazione del nodulo e della sua vascolarizzazione attraverso la valutazione color-doppler.Gli attuali protocolli sanitari indicano, come metodo primo di prevenzione per carcinomi della mammella, una mammografia l’anno a partire dal quarantesimo anno d’età.

La partecipazione e la sensibilizzazione a una maggior prevenzione da parte della popolazione femminile con la sinergia dei presidi sanitari hanno permesso di ridurre di molto la mortalità. Infatti grazie alle sofisticate e innovative tecniche diagnostiche la mortalità è scesa da 40.000 casi di tumore l’anno a 9.500.

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